giovedì 8 aprile 2010

MARIONETTE

"L'industrializzazione ha distrutto il villaggio. L'uomo, che viveva in comunità, è diventato folla solitaria nella megalopoli" G.Tamburrano.

L'uomo è il criceto che fa girare la ruota: tutti i meccanismi che regolano la società sono frutto del suo ingegno, della sua capacità di cercare un sistema che possa mettere d'accordo un insieme.
L'uomo, dunque, subisce le conseguenze di ciò che crea e oggi subisce le conseguenze di un gigantesco sistema che, col suo peso, sopprime lo stesso ingegno grazie al quale è stato creato.

L'industrializzazione è solo una parte di questo immenso sistema e nel suo piccolo ha sminuito, fino a rendere nulla, una della caratteristiche fondamentali dell'aspetto socio-emotivo dell'uomo : il CONTATTO e cioè lo stato, la condizione che permette all'uomo di conoscere le realtà che lo circonda.
Parlo di aspetto socio-emotivo perchè nel momento in cui l'uomo si relaziona all'altro o nel momento in cui si guarda intorno sta rispondendo a un impulso, a un bisogno non dettato dalla ragione.

Il dio-uomo non è altro che un burattino della società, è un essere che ha perso la sua spiritualità e il suo legame con ciò che lo circonda e non ha più negli occhi e nel cuore la volontà di conoscere perchè preferisce rimanere nella sua "folla solitaria" e illudersi che la realtà delle cose sia quella che lui vede in televisione o nella monotonia quotidiana.


Giorgia.

mercoledì 24 marzo 2010

CORRIDORI

Si perdono su queste rive
migliaia di sogni e ambizioni
di tanti uomini e donne che hanno smarrito l’Amore.

La sabbia è immobile, impassibile al vento
che poderoso si scaglia contro le mura
di un’imponente villa abbandonata.
La luna s’appresta a dominare il cielo
quando il sole è già lontano;
lampioni e auto danno vita alle strade
e corridori, stanchi, le percorrono.

Ricerco sulle rive i loro ricordi,
ricerco l’Amore che hanno perso.

Il mare si fa più inquieto,
le onde raggiungono la riva
e mentre il buio avvolge il paesaggio
e lo rende cupo,
l’amor dalla spiaggia portano via…

Giorgia Di Lernia

venerdì 5 marzo 2010

INTER COGITATIONES ET VERITATES

VICINI LONTANI



Come foglie in autunno
che dolcemente si dondolano nell’aria
in attesa di posarsi sul suolo,
ci culliamo nelle nostre certezze,
lasciandoci portar via dal vento.

Come onde inquiete
che infrangono le rocce
e s’inseguono l’un l’altra,
lamentiamo d’esser placati dalle grotte
create con la nostra ira e col nostro rancore.

Come tramonti diversi
di luce che si disperde tra le montagne,
che dall’orizzonte si riflette sul mare,
ignoriamo d’esser figli dello stesso sole.

Una parete di nebbia ci divide,
cela le nostre ombre e ci inganna,
trasformando le nostre voci in lontani lamenti.



Di Lernia Giorgia